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Jun 2020

Perchè è importante la ripartenza del Calcio

Lo sport con grande difficoltà tenta la ripartenza. Attualmente vige ancora l’obbligo di distanziamento per chi pratica attività sportiva all’aperto e per le attività svolte in ambiente chiuso le limitazioni sono notevoli.

Le palestre devono garantire rigorose procedure, le piscine vedono limitazioni nei numeri di frequentatori, nelle modalità di fruizione degli spazi comuni, nell’uso degli spogliatoi. In pratica lo sport è imbrigliato dai protocolli anti contagio.

In tutto questo il calcio italiano tra dieci giorni riavvia i campionati Serie A e la Coppa Italia. La Serie C dovrebbe ripartire direttamente con i Playoff ed i Playout per stabilire le promozioni e le retrocessioni. La data per la ripresa del campionato di Serie B, sarà il prossimo 26 giugno.

Perchè è importante la ripartenza del calcio ?

Lo sport è nei tempi moderni un potente strumento di identificazione, di cultura di un paese, di comunicazione. E tra gli sport il calcio è quello che raggiunge per primo, trasversalmente e in modo molto più efficace, tutta la popolazione.

In Germania ad esempio, la ripartenza della Bundesliga è avvenuta già il 16 Maggio. Un messaggio dalla grande forza comunicativa per tutto il Paese. I tedeschi per primi infatti hanno stabilito regole molto chiare, e poi le hanno implementate consentendo così alla loro massima serie sportiva professionista di scendere per prima in campo in Europa. Una nazione nella quale i contagiati sono stati 185mila ed i morti circa 9mila.

Si dirà che i numeri sono stati più contenuti. Quando è ripartito il campionato in Germania (dunque quattro settimane dopo la ripartenza degli allenamenti) il numero di nuovi contagiati era di oltre mille al giorno ed il numero di decessi era di oltre cento al giorno.

In Italia ad oggi 2 Giugno, sono circa 200 ed i decessi circa 60. Quindi siamo in una fase pandemica decisamente più favorevole rispetto a quella nella quale in Germania è ripartita la massima serie calcistica.

La visibilità che lo sport tedesco ha ottenuto da questa decisione è stata di dimensioni globali. E’ stato calcolato che in alcuni mercati la crescita dell’audience rispetto alle precedenti partite del medesimo campionato è stata del +725% .

In Germania sono nati anche modi alternativi di guardare le partite. I drive in per guardare partite in auto, i pub per bere birra e festeggiare rigorosamente distanziati ne sono un esempio. Il messaggio è chiaro, il paese è ripartito.

La ripartenza del calcio dunque ha un potente valore non solo simbolico per un paese. Non a caso la Germania si è candidata ad ospitare eventuali partite di Champions League in caso di necessità ed anche la finale del torneo in caso debba spostarsi dalla Turchia dove è originariamente prevista.

Della ripartenza ad ogni modo non beneficia solo il calcio.

Il volume economico che viene movimentato dal calcio infatti è una risorsa fondamentale per tutto il movimento sportivo.

Il calcio nel suo insieme in Italia composto da Figc, Leghe campionati dilettantistici e giovanili genera un fatturato complessivo di oltre 4,7 miliardi di euro. Si tratta di una delle 10 industrie principali italiane. Il solo calcio professionistico di cui la Serie A è la grande parte, nel 2017 contribuiva al PIL nazionale per il 0,19%, con una contribuzione fiscale per circa 1,2 miliardi di euro. Una cifra che rappresenta il 70% del gettito fiscale generato dallo sport italiano e il 36% rispetto al settore relativo alle attività artistiche, sportive, di intrattenimento e di divertimento. A causa dello stop prolungato  il rischio è una diminuzione di circa il 30% nel 2020. Sono risorse che sostengono l’intero sport nazionale. Il Calcio infatti è un “contributore netto” del settore sport. Negli ultimi 10 anni ha beneficiato di circa 750 milioni di contributi a fronte di oltre 11 miliardi di imposte e contributi versati. Senza i soldi del calcio, tutti gli sport saranno in grave difficoltà nel reperire risorse. Lo stesso mondo del calcio di Serie B e delle leghe non professionistiche beneficia di una parte delle risorse che viene dalla Serie A.

Non si tratta dunque dell’atteggiamento viziato di una popolazione di bambini non cresciuti, quello di desiderare una ripartenza celere ed in sicurezza della Serie A. E’ un esigenza imprescindibile per una nazione che riparte e per tutto il mondo dello sport.

La politica a tutti i livelli dovrebbe in questo senso dimostrarsi maggiormente consapevole di cosa tratta quando parla di calcio e di sport in generale. Guardando al dibattito recente questa consapevolezza pare proprio essere mancata.

 

 

 

 

 

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Daniele Barbone

48 anni nato ad Alessandria, felice papà di Tiziano, vive tra Novara e Milano.

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